Tik Tok e gli effetti sul cervello degli adolescenti



Bambini e ragazzi passano moltissimo tempo sui social media: sembra non amino più guardare film lunghi, faticano a concentrarsi nei compiti e leggono meno libri.

Sono aumentate anche le segnalazioni da parte di insegnanti e genitori riguardo le difficoltà attentive: il legame tra il tempo passato sullo schermo e il disturbo da deficit di attenzione è da molto tempo oggetto di dibattito nell’ambito della ricerca.

Nel cervello dei bambini e ragazzi di oggi è davvero cambiato qualcosa?

Tik Tok ha reso virale il dibattito sulla salute mentale, ma quali effetti ha sul nostro cervello?

Il semplice scorrere attraverso un flusso infinito di video di 15 secondi si adatta perfettamente alle nostre vite, gratificando temporaneamente i nostri bisogni emotivi e sociali per un sollievo naturale dallo stress. TikTok può essere utilizzato come canale espressivo-creativo e risponde a bisogni, presenti soprattutto in adolescenza, quali il riconoscimento, l'accettazione e l'approvazione sociale.

Inoltre, è diventato un luogo dove i ragazzi possono condividere le loro difficoltà relative alla salute mentale, trovando una community con cui confrontarsi e sensibilizzando gli utenti riguardo a temi come la depressione, l'ansia o i disturbi alimentari.


Ma cosa ci dicono le neuroscienze riguardo limpatto di TikTok sul cervello di bambini e ragazzi?

Gli studi più recenti suggeriscono che guardare video brevi e veloci rende più difficile per i bambini sostenere altre attività che non offrono un piacere istantaneo e costante.

Gli effetti di una piattaforma come TikTok sono stati oggetto di una recente ricerca scientifica condotta in Cina, che li ha messi a confronto con altri video di interesse generale.

Scansioni cerebrali di studenti cinesi hanno mostrato che le aree coinvolte nella dipendenza sono molto attive nelle persone che guardano video di utenti “privati”, e hanno minore autocontrollo e difficoltà a distogliere l’attenzione dalla stimolazione video.

Recentemente, a seguito delle crescenti evidenze, l’azienda ha deciso di promuovere abitudini digitali positive nei giovani adolescenti e ha messo a punto alcuni cambiamenti, volti a fermare l’utilizzo incontrollato dell’app. Ad esempio, non permetterà più agli utenti dai 13 ai 15 anni di ricevere notifiche push dopo le ore 21:00 e ricorda agli utenti di fare pause frequenti durante l’utilizzo.


Le neuroscienze ci aiutano a capire

Quando i bambini si impegnano in attività che richiedono una concentrazione prolungata, come leggere o risolvere problemi di matematica, utilizzano l'attenzione selettiva e sostenuta. Ovvero quella capacità di inibire le distrazioni, sostenere l'attenzione e deviarla in modo appropriato. Richiede abilità legate le funzioni esecutive, come la pianificazione e la determinazione delle priorità.

Queste funzioni iniziano nella corteccia prefrontale, la parte del cervello responsabile del processo decisionale e del controllo degli impulsi.

I bambini in genere hanno più difficoltà in questo e a regolarsi con i videogiochi; non riescono a soppesare le conseguenze negative e frenare i comportamenti potenzialmente pericolosi perché la corteccia prefrontale non è ancora completamente sviluppata, e non lo sarà fino all'età di 20-25 anni.

L'ambiente di TikTok, in continuo e costante cambiamento, non richiede un'attenzione costante. Se il cervello di un bambino si abitua a cambiamenti costanti, avrà inevitabilmente difficoltà ad adattarsi ad attività non digitali dove le cose non vanno così velocemente.

Alla ricerca del piacere continuo

La dopamina è un neurotrasmettitore che viene rilasciato nel cervello in previsione della ricompensa. L'inondazione di dopamina rafforza il desiderio di qualcosa di piacevole, che si tratti di un pasto gustoso, di una medicina o di un TikTok divertente.

Infatti, nel momento in cui il bambino ha davanti a sé un video divertente o interessante, riesce, con un semplice tocco, a far accadere qualcosa che in quel momento produce dopamina nel cervello, che a sua volta genera una sensazione positiva, che inevitabilmente il bambino cercherà di mantenere più a lungo possibile e di ricercarla in futuro.

TikTok agisce quindi come una “macchina di dopamina", come sostiene John Hutton, pediatra e direttore del Center for Reading & Literacy Discovery al Cincinnati Children's Hospital. "Se vuoi che i bambini prestino attenzione, hanno bisogno di praticare l'attenzione".

I ricercatori hanno recentemente iniziato a condurre studi a lungo termine sugli effetti dei media digitali sul cervello dei bambini.

"È come se facessimo stare i bambini nei negozi di caramelle e dicessimo loro di ignorare tutte le caramelle e mangiare piatti di verdura", dice James Williams, etico della tecnologia e autore di Stand Out of Our Light: Freedom and Resistance in Economic Concern. "Abbiamo un flusso diretto di piacere che non è mai esistito nella storia umana".

Cosa si può fare?

Genitori e figli possono impegnarsi per aumentare la consapevolezza verso questi meccanismi, ma è necessario uno sforzo da parte di tutti

Sostituire il tempo dello schermo con il tempo reale. L'esercizio fisico e il gioco libero sono i modi migliori per rafforzare l'attenzione durante l'infanzia, dice Johann Hari, autore di Stolen Focus: Why You Can't Pay Attention - and How to Think Again. Appuntamenti con gli amici per giocare, gite in famiglia o passeggiate al parco possono aiutare a mettere il cervello in primo piano.

A casa si può programmare una routine ogni giorno in cui la tecnologia “non funziona” - come ad esempio a tavola - e impostando limiti di tempo sulle sessioni di schermo.


dott.ssa M.Mauro



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