Non ti viene la parola? Potrebbe essere colpa della Disnomia

Aggiornato il: mar 3



Non ti viene la parola? Potrebbe essere colpa della Disnomia

È successo a tutti di essere nel bel mezzo di una conversazione e di non riuscire a ricordare un nome, una persona, un luogo. Ciò che vorremmo dire rimane sulla punta della lingua e non c’è modo di ricordarlo, anche se conosciamo molto bene la parola in questione.

Quando questi episodi diventano frequenti, possono essere la conseguenza di un disturbo specifico che viene chiamato Disnomia o Difficoltà di accesso lessicale.

Tale difficoltà, soprattutto nei bambini, può essere la conseguenza di un disturbo del linguaggio o dell’apprendimento (Dislessia) che interferisce al tempo stesso anche sulle abilità linguistiche.

Nello specifico, la disnomia, si concretizza in una difficoltà a richiamare alla memoria una certa parola in un determinato momento senza però che vi sia una compromissione della capacità di comprendere o ripetere quella parola stessa.

Diversi studi dimostrano che lo stress emotivo ha un ruolo importante su questo fenomeno: ad esempio, può succedere che, durante un’interrogazione, nonostante lo studio dei giorni precedenti, il ragazzo fatichi incredibilmente a trovare le parole giuste, rischiando di dare l’impressione di non aver studiato a sufficienza.


Quali sono i segnali della disnomia?

  • l’uso di sostituzioni di parole o di una parole con significato simile, ad esempio forchetta al posto di coltello

  • presenza di circonlocuzioni, ovvero di giri di parole al posto del termine specifico: “… È quel frutto giallo e aspro” (limone)

  • utilizzo di parole filler per prendere tempo: “Cioè” “umm” “lo so”

  • uso di frasi e termini generici come “prendi quella cosa sulla scrivania”, “Il coso verde in giardino”

  • l’utilizzo dei gesti per fare intende la parola target


Cosa fare?

La prima cosa da fare è rivolgersi ad un logopedista o ad uno psicologo specializzato per una valutazione approfondita. Dovete sapere che si possono mettere in atto delle strategie che consentono di ovviare a questo problema o seguire dei training specifici informatizzati sulla denominazione visiva rapida e training sulla velocità di elaborazione.


Di seguito elenchiamo una serie di consigli che puntano a migliorare il ricordo delle parole:

  • girare intorno alla parola: cercare di far capire la parola che si vuol dire descrivendola, in modo che sia individuabile anche da chi ascolta.

  • percorrere l'alfabeto: pronunciare in ordine alfabetico le lettere e pensare se la parola che non si riesce a recuperare potrebbe iniziare con quel suono (es. A..B..C - Ecco la parola era C…campana).

  • utilizzare dei sinonimi: cercare delle parole che hanno lo stesso significato.

  • visualizzare la parola scritta: quando non riesce a ricordare una parola immaginare di vederla scritta su carta.

  • usare la tecnologia: ad esempio, digitare su Google la descrizione del concetto o parole affini usare associazioni di parole: associare un’idea o una qualità all’oggetto che si ha in mente. Ad esempio, ricordare il nome del filosofo Spinoza pensando alle spine di una rosa

  • usare le rime: utilizzare parole in rima. Ad esempio, per ricordare il nome della pianta Oleandro penso a mio fratello Alessandro

  • usare associazioni visive: agganciare visivamente elementi che si trovano all’interno del nome da ricordare o sue caratteristiche.

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